l'accertamento ICI è legittimo solo dopo la notifica della rendita catastale e mai prima

IMPORTANTE VITTORIA DELLO STUDIO COMMERCIALISTI ASSOCIATI DI NOALE IN MATERIA DI ICI/IMU

Con la sentenza n. 4202 del 17/01/2019, la Sezione Tributaria della Corte di Cassazione ha stabilito che l’accertamento ICI in capo al Comune può essere esercitato solo dopo la notifica all’interessato della variazione della rendita catastale e mai prima.

In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), ai fini del computo della base imponibile, il provvedimento di modifica della rendita catastale, emesso dopo il primo gennaio 2000 a seguito della denuncia di variazione dell'immobile presentata dal contribuente, è utilizzabile, a norma dell'art. 74 della legge 21 novembre 2000, n. 342, anche con riferimento ai periodi di imposta anteriori a quello in cui ha avuto luogo la notificazione del provvedimento, purché successivi alla denuncia di variazione.

Pertanto il legislatore non ha voluto restringere il potere di accertamento tributario al periodo successivo alla notificazione del classamento, ma piuttosto segnare il momento a partire dal quale l'amministrazione comunale può richiedere l'applicazione della nuova rendita ed il contribuente può tutelare le sue ragioni contro di essa, non potendosi confondere l'efficacia della modifica della rendita catastale - coincidente con la notificazione dell'atto - con la sua applicabilità, che va riferita invece all'epoca della variazione materiale che ha portato alla modifica (Sez. 5., n. 20775/2005; Sez. U, n. 3160/2011; Sez. 5, n. 13443/12).

Si è di recente ribadito (Sez. 5, n. 14402/17) che l'art. 74, comma 1, della I. n. 342 del 2000, nel prevedere che, a decorrere dall' 1 gennaio 2000, gli atti comunque attributivi o modificativi delle rendite catastali per terreni e fabbricati sono efficaci solo a decorrere dalla loro notificazione, va interpretato nel senso dell'impossibilità giuridica di utilizzare una rendita prima della sua notifica al fine di individuare la base imponibile dell'ICI, ma non esclude affatto l'utilizzabilità della rendita medesima, una volta notificata, a fini impositivi anche per annualità d'imposta "sospese", ovverosia suscettibili di accertamento e/o di liquidazione e/o di rimborso.

Nel caso di specie la ricorrente, dopo aver proposto una nuova rendita catastale mediante la c.d. procedura DOCFA a seguito della realizzazione di interventi di delimitazione della proprietà e dopo che il Comune aveva modificato sia la categoria catastale che la rendita proposta, ha ricevuto la notifica della nuova rendita catastale in data successiva all'avviso di accertamento con cui il Comune le aveva chiesto la corresponsione della maggiore ICI determinata sulla base di una rendita catastale non ancora resa nota in quanto mai prima notificata se non alla successiva proprietaria.

Ne consegue che l'avviso di accertamento, parametrato ad una rendita catastale sconosciuta alla ricorrente, risulta palesemente in contrasto con l'art. 74 della L. n. 342 del 2000 e pertanto è stato annullato, con vittoria di spese ed onorari.